Agosto 2013. Catore
La nostra amicizia, destinata col tempo a diventare qualcosa di molto più importante, ci ha permesso di condividere un fine settimana che ricorderò come uno dei più belli della mia vita.
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| il buonumore di chi non sa cosa l'aspetta... |
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| Passo della Bettolina |
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| Rifugio Quintino Sella al Felik |
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| campo base "Ferrino" |
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| tende, rifugio, fra le nubi la cresta dei Lyskamm |
Come concordato prima della partenza, decidiamo di bivaccare nelle tende del campo base Ferrino, sperando di non patire troppo freddo. A questo proposito i sacchi piuma messi a disposizione gratuitamente dal personale del rifugio si riveleranno molto efficaci.
Trascorriamo la notte in un ambiente magico, certamente più tranquillo rispetto alle camerate del rifugio. Nonostante ciò, come spesso succede in alta quota, non riuscirò a chiudere occhio a causa di nausea e mal di testa.
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| salita in linea retta verso il colle Felik |
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| il rifugio è ormai un puntino lontano |
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| altre cordate procedono verso altre mete |
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| raggiunto il Felikjock inizia la cresta che ci condurrà in cima |
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un passo in fila all'altro... con attenzione
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In una delle tante lettere che ci siamo scambiati dopo questa salita, Yvonne ha paragonato l'alpinismo allo yoga, disciplina che pratica da anni. Secondo lei richiede la stessa capacità di concentrazione, di astrazione dal mondo circostante, di attenzione alla respirazione. Fare questo parallelismo l'ha aiutata nella salita, permettendole di tenere sotto controllo la paura del vuoto o il timore di inciampare sui suoi stessi passi. Aggiungo che il fatto di salire legati rappresenta un atto di enorme fiducia verso il "partner", in quegli attimi due vite procedono unite. Letteralmente.
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